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giovedì 26 gennaio 2012

POLIFEMO

Ci sono dubbie origini sulla nascita del mito di Polifemo,c'è chi dice che abbia origine in India,chi in Sicilia come personificazione dei vulcani,infatti i Ciclopi dell'Odissea vivono nei vulcani ma non siamo ancora certi su nessuna delle ipotesi. Ma Odisseo ci descrive molto bene le abitudini e le caratteristiche del ciclope nell'omonimo poema. Polifemo è figlio di Poseidone,re dei mari, malgrado sia figlio di un dio è un essere incolto e incivile,tanto da non dare nessun tipo di ospitalità a Ulisse. Omero ci descrive i ciclopi come "privi di leggi e non capici a coltivare",cosa che per gli antichi Greci erano fondamentali per distinguere un essere incivile da uno civile. Questa sua stoltezza sarà determinante per Odisseo che riuscirà ad ingannarlo facilmente per poi fuggire e successivamente approdare sull'isola di Eolo.

venerdì 25 febbraio 2011

GRAZIE LEONIDA


Da 2500 anni ricordiamo una battaglia:la battaglia delle Termopili. La battaglia delle Termopili si può considerare anomala rispetto alle altre perché vennero ricordati nella storia i vinti e non i vincitori.
Ma cosa sarebbe successo se gli Spartani non avessero resistito per tre giorni?Quali sarebbero state le conseguenze?probabilmente tutta la cultura occidentale adesso non esisterebbe e probabilmente non ci sarebbe il cristianesimo. Quindi è giusto ricordare una battaglia del genere perchè ha cambiato il corso della storia.

NUMERO DEI SOLDATI PERSIANI(TOTALE):

Secondo lo storico Erodoto, la spedizione di Serse era formata da circa quattro milioni e settecentomila uomini: 1.800.000 combattenti asiatici, 300.000 di altra nazionalità comandati da 6 generali di corpo d'armata, di cui 2 di cavalleria con 29 generali subalterni (1 per nazione) e 2.600.000 uomini che non facevano parte dell'esercito. La flotta contava 1.200 triremi e 3.000 navi da trasporto con 250.000 uomini di nazionalità persiana, meda e sacia; Erodoto enumerò: i 300 vascelli di Sidone, i 200 provenienti dall'Egitto, i 150 di Cipro, i 100 della Cilicia, i 5 sotto il comando della regina Artemisia di Alicarnasso, il resto provenienti da Panfilia, Licia e Caria. Mentre il poeta Simonide stimò in circa tre milioni, il totale degli uomini della spedizione persiana, Erodoto racconta che l'esercito bevve fiumi interi prosciugandoli e mangiò provviste destinate ad intere città.
Queste erano ovviamente esagerazioni: è inconcepibile che i Persiani potessero spostare un numero così enorme di soldati, comunque tale dovizia di dettagli fa pensare che Erodoto avesse a disposizione documenti ufficiali, forse degli effettivi dell'impero persiano del periodo. Tuttavia, anche se è impossibile che le unità di terra di Serse superassero i 300.000 effettivi (dato che i generali di Baivarabam erano 29), era un numero comunque enorme e ineguagliato.
NUMERO DEI SOLDATI GRECI(TOTALE):Erodoto afferma che l'esercito greco alle Termopili fosse di 5150 opliti di cui solo 300 fossero di Leonida.

Questi dati riportati qui sopra sonoleggermente approssimativi,ma rendono l'idea di quanto i Persiani fossero numerosi rispetto ai Greci,e di quanto fossero militarmente forti e strategicamente quest'ultimi.

giovedì 24 febbraio 2011

L'ALFABETO












Poca gente ormai sa che l'alfabeto che usiamo noi oggi ha origini antichissime,gli storici sostengono che risalga addirittura all'epoca dei Fenici,e fu proprio grazie a loro che l'alfabeto si diffuse.I Fenici avevano delle reti commerciali marittime molto ampie e articolate che raggiungevano anche la Spagna e la parte più occidentale del nord Africa,quindi dovendo comunicare con molte popolazioni differenti avevano bisogno di un alfabeto versatile e facile da apprendere,così nacque l'alfabeto Fenicio.Questo nuovo alfabeto rivoluzionò il commercio e la comunicazione,i primi ad imitare i fenici furono i Greci,da cui deriva tutta la cultura occidentale compreso il nostro alfabeto.

domenica 12 dicembre 2010

L'EPICA CLASSICA

Aristotele ci dà una definizione precisa e semplice su cos'è l'epica:"L'epica è la narrazione di fatti nobili eseguita in esametri attraverso la parola". Con parola lui intendeva parola cantata,infatti anticamente i poemi epici erano cantati da dei canta storie,o come li chiamavano i Greci,aedi. Questi aedi durante le festività recitavano a memoria migliaia di versi senza sosta. Ci sono delle caratteristiche comuni a tutta l'epica:


  1. tutti i poemi epici sono in versi e sono racconti molto lunghi e articolati
  2. i poemi epici raccontano sempre imprese eroiche("fatti nobili") accaduti nel passato con ripercussioni sul presente